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COSA
CI DA LA STIMA DEL POTENZIALE GENETICO DEL CANTE?
La
stima del potenziale genetico del cane è uno dei temi attuali molto dibattuto
sulle riviste e nelle riunioni cinologiche. La
commissione d’allevamento e il comitato prendono quindi con molta serietà
l’introduzione di questo nuovo metodo di valutazione in seno al club svizzero
del San Bernardo. La
stima del potenziale genetico del cane non è di per se un nuovo strumento.
Questo metodo era già in vigore nell’allevamento del bestiame da molto tempo
e lo comprova il fatto dei successi ottenuti che altrimenti sarebbero stati
impossibili. Ma in questo caso , gli scopi da raggiungere erano incentrati sulla
qualità del prodotto (latte, carne, ecc., …). Presso
i cani per contro, si tratta d’occuparsi in primo luogo e prioritariamente
della salute e del carattere. Presso
il San Bernardo si tratta dunque di determinare dapprima qualche punto specifico
legato alla salute, in particolare : la displasia dell’anca, i difetti
degli occhi (entropion, ectropion), l’epilessia e la sua longevità. Prendere
in contro simultaneamente più di sei caratteri per la stima del potenziale
genetico del cane, secondo gli esperti non da nessun tipo di risultato. L’introduzione
di questo metodo deve tener conto dei seguenti elementi: -
i dati, (basati sulle informazioni emerse dalle selezioni) -
un programma informatico e gli apporti degli esperti in materia. Per
la displasia dell’anca, i due punti sopraccitati, sono realizzati dagli
allevatori dei San Bernardi in Germania. Il
Dr. Binder della clinica veterinaria di Zurigo ci a consigliato di farvi
riferimento. L’immissione
dei dati a potuto infine essere fatta, grazie ad un programma informatico
messoci a disposizione dall’associazione svizzera d’allevamento di cani di
razza. Per
poter stabilire il potenziale genetico del cane, l’immissione dei dati
informatici costituiscono una base di lavoro, anche se il numero dei dati è
superiore a quello che ci necessita realmente per la stima, come peraltro citato
più in alto. Cosa
da all’allevatore l’immissione dei dati e la stima del potenziale genetico
del cane ?
Rappresentano
infatti per l’allevatore un prezioso mezzo di lavoro messogli a disposizione
che gli permetterà di pianificare e di scegliere i partner in vista d’un
accoppiamento, dove la quantità e la qualità delle informazioni no si
potrebbero ottenere in nessun altra maniera. La
stima del potenziale genetico del cane permette all’allevatore responsabile di
fare delle scelte, che grazie ai caratteri raggiunti, la probabilità di vita si
situerà attorno ai 10 anni, cosa impossibile da valutare con i metodi
d’allevamento convenzionali. Questo
significa per esempio, che facendo riferimento alla stima del potenziale
genetico del cane per il carattere della displasia dell’anca, si avranno 10
volte in più la possibilità di avere dei cuccioli esenti DA. Questo
rappresenta un enorme progresso e una grande possibilità di miglioramento
continuo della nostra razza, che non dobbiamo lasciarci scappare se vogliamo
essere dei seri allevatori. Gli
acquirenti dei cuccioli e i media, in questo senso, esaminano sempre di più con
attenzione le cure e la tenuta dei nostri allevamenti. Cosa deve tener conto
l’allevatore che vuole approfittare di queste prestazioni? Ogni
allevatore dovrà dare spontaneamente ed in tutta onestà le informazioni sui
suoi cani, sia per i caratteri positivi sia quelli negativi. Delle direttive
supplementari non saranno utili. Si potrà, al contrario assottigliare alcune
direttive che già esistono. In effetti, si possono accordare delle
autorizzazioni eccezionali, facendo capo alle informazioni fornite dai dati
informatici concernenti l’allevamento per la stima del potenziale genetico del
cane, che permettono di meglio giudicare le conseguenze che seguono le
concessioni di queste autorizzazioni. (...) Rudolf
Thomann (per il comitato e la
commissione d’allevamento) |
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